Mi veniva in mente, pensando a un commento di un mio amico, e alla riflessione sulla curva di Phillips che si faceva nel post precedente, anche un'altra serie di riflessioni fatte da Randall Wray da un lato e dall'economista Bruno Jossa sul ruolo delle cooperative per le politiche di lavoro garantito e per la regolazione dell'inflazione.
Per Wray le aziende cooperative possono essere uno strumento essenziale, utilizzato per esempio in Argentina, per l'attuazione del programma di JG; mentre per Jossa l'occupazione mediante cooperative costituisce una modalità di raggiungimento del pieno impiego la quale, anch'essa, destruttura la correlazione della curva di Phillips tra pieno impiego e aumento dell'inflazione.
Al di là di questa cosa sull'inflazione, secondo cui le cooperative eliminano il conflitto di classe eliminando il conflitto distributivo interno all'azienda e allineando i redditi automaticamente alla produttività, mi interessava la relazione tra ruolo dello stato, con il programma JG e cooperative, prendendo ad esempio il caso di 'Mondeggi-fattoria senza padroni'.
Questo perché una polemica che ha preso forma recentemente riguardo all'esperienza di Mondeggi (un grande complesso agricolo di proprietà della Provincia di Firenze che a seguito di gestioni private fallimentari è stato abbandonato, e che, rischiando la svendita è stato occupato da un gruppo di attivisti e studenti di agraria che ne stanno facendo un servizio agricolo per la comunità della zona, e non solo), consiste nell'accusa di concorrenza sleale nei confronti degli altri piccoli produttori agricoli della zona che devono spendere larga parte del tempo, dei soldi e dell'energia per sottostare alle regole e normative sanitarie, di sicurezza, alimentari ecc. Non voglio entrare nella questione della legittimità e bontà delle norme.
Dico solo che, probabilmente, l'inserimento di un gruppo come quello di Mondeggi e la sua trasformazione in una cooperativa che abbia l'obiettivo quello di dare lavoro, gestire un bene comune come quello dei 200 ettari di campi e bosco che lo compongono fornendo dei servizi anche materiali per la comunità (verde pubblico, corsi di giardinaggio, agricoltura, orti sociali, cibo di qualità a prezzi modici ecc.) all'interno di un programma di JG, aiuterebbe a pretendere il rispetto delle norme di sicurezza e sanità, se si ritengono veramente indispensabili (cosa su cui si può comunque effettivamente un po' discutere, visto che a mio conoscenza nessuno ha mai avuto problemi col mangiare cose di Mondeggi), e magari quello di orientare i servizi offerti in direzione di beni che non facciano concorrenza ai produttori privati.
In base alle cifre che dicevo nei commenti al post precedente, un reddito minimo per il JG dovrebbe andare tra i 550 euro della soglia di povertà relativa ai 780 (per il centro Italia) di quella di povertà assoluta - io ovviamente sono per la seconda! questi soldi fornirebbero il reddito da distribuire ai lavoratori della cooperativa, che ha in concessione la gestione del bene ambientale, e dei quali magari una certa percentuale dovrebbe essere reinserita a disposizione della cooperativa per gli investimenti e miglioramenti vari. I servizi offerti sarebbero in parte a pagamento, dato che lo stato non dovrebbe intervenire con ulteriori spese per la gestione del complesso. Cioè, sarebbe tutto come ora, soltanto che le persone sarebbero stipendiate, così da avere l'incentivo economico a soddisfare le normative, nel senso che non ci rimetterebbero, e in ogni caso potrebbero dedicarsi ad attività non in concorrenza diretta con gli altri produttori privati, e di carattere più pubblico.
Chiaramente nel caso di Mondeggi ci sarebbero altre questioni. che forma dare alle collaborazioni occasionali da parte della cittadinanza varia, e come gestire il va e vieni di persone che collaborano per periodi di tempo vari; nonché la vendita di beni agricoli che andrebbero comunque prodotti al fine di utilizzare e mantenere la struttura agro-ecologica del complesso: olio e vino su tutti, ma anche miele, marmellate, legname, frutta e verdura. Oltre a questo si pone un problema grande di incentivi a lavorare effettivamente qualora non vi lavorino più solo i primi appassionati al progetto, nonché le persone che hanno fatto di Mondeggi una struttura che è anche anti-statale, cioè una proprietà collettiva dei primi arrivati di fatto. Insomma, le persone lavorerebbero e farebbero un buon impiego delle risorse del posto una volta che avessero comunque lo stipendio e nessuno le controllasse?
Nel caso specifico di Mondeggi, poi, la questione della formalizzazione e della collaborazione con l'amministrazione pubblica porrebbero insomma dei problemi.
Nono occorre ovviamente prendere questo a caso di esempio guida. questo però ci consente di evidenziare tutta una serie di questioni: la proprietà del bene (del pubblico, della cittadinanza?), degli incentivi, dei controlli, della concorrenza, e da ultimo, dato che siamo partiti dall'inflazione, il fatto che questi stipendi sarebbero sganciati dall'andamento della produttività aziendale e sarebbero legati, mediante lo stato alla produttività e inflazione nazionale.